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Tag: sunsplash

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Little Roy - Interviste dal backstage

Rototom sunsplash 2009Intervista a Little Roy.

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London Town - Sulle orme del Reggae

Un film di Tommaso D’EliaSentire e percepire l’Africa attraverso il reggae a Londra. Partendo dal ‘Windrash’, il fenomeno dell’immigrazione Caraibica a Londra nel 1948 ai riots di Notting Hill del 1976 al massacro di New Cross a Brixton negli anni ’80, attraversare la musica reggae e la sua influenza sul punk e il pop. Un secondo film dopo ‘Jamaica mon amour’ che ci aiuta a capire meglio i contenuti di ‘peace, love, respect, unity’.Intervengono: Chris Blackwell (produttore musicale), Vivienne Goldman (scrittrice e biografa di ‘Exodus’, amica di Bob Marley), Mad Professor (musicista fondatore degli Ariwa Studios), Linton Kwesi Johnson (poeta musicista), Mykaell Riley (prof. Università Westminster e fondatore Steel Pulse), David Hinds (musicista fondatore Steel Pulse), Ali Cambell (musicista fondatore UB40) e tanti altriRegia: Tommaso D’EliaAiuto regia: Silvia BonanniMontaggio: Luca OnoratiInterviste a cura di: Pier Tosi, David Katz, e Tony ShargoolFotografia: Tommaso D’Elia, Luca Onorati, Gelasio Gaetanicon la collaborazione di Marco Pasquini Alessandro Pesce Segretaria di produzione: Valentina BellomoAssistente di produzione: Iacobella GaetaniTraduzione e adattamento: Tony ShargoolEdizione: Simone PalliccaOrganizzazione : Manuela Nosella, Silvia Marcolin, Geraldine LocciProdotto da Filippo Giunta – Rototom Sunsplash In collaborazione con Gelasio Gaetani – Noemi CinzanoProduttore Esecutivo. Claudio GiustGuarda la versione in inglese.Guarda anche il film "Jamaica Mon Amour ".

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Luciano

Il vero nome di Luciano e' Jepther McClymont ed e' nato a Davey Town (Manchester) in Jamaica nel 1974. Dopo un infanzia e un'adolescenza passate nel country, al termine delle scuole Jephter si trasferisce a Kingston a vivere con un suo fratello, stretto aderente ad una confraternita avventista. Il rigore di questa confraternita di cui il giovane era intanto entrato a far parte lo spinge a ritornare nel country ed a seguire un altro fratello nella vendita di frutta, verdura e gelati in un mercato di Montego Bay. Dopo altre esperienze di lavoro come tappezziere ed un altro trasferimento a Kingston, Luci inizia a frequentare gli studi di registrazione e la sua abilita' viene notata da Rick Trooper di Kilimanjaro Sound, ma la persona che piu' lo aiuta a farsi strada nell'ambiente musicale e gli impartisce gli insegnamenti piu' utili e' il producer Homer Harris.Il suo debutto discografico avviene per Herman Chin-Loy e la sua Aquarius records, e nello stesso periodo Jephter registra alcuni brani per Sky High & Mau Mau che finiscono su un album diviso a meta' con Pressley. Il primo suo successo in Jamaica, 'Give my love a try' viene registrato per il produttore Castro Brown. In questo periodo Luciano (il nome d'arte gli e' stato attribuito da Homer Harris) collabora anche con Philip 'Fatis' Burrell ed i suoi hits singles del 1993 'Chant out' e 'Poor and single' sono i primi di un lungo sodalizio artistico, interrotto in questi primi tempi da collaborazioni con Sly & Robbie, Blacka Dread e Freddie McGregor per cui il giovane artista registra l'ottimo album 'Shake it up tonight'. Dopo altri tre ottimi albums prodotti da Fatis (Xterminator), in cui Luciano passa da giovane promessa a maturo ed affermato artista, il duo ottiene un contratto internazionale per la Island per cui esce lo stupendo album 'Where there is life', ma il contratto viene scisso dopo l'uscita nel 1996 dell'inferiore ma pur sempre ottimo 'Messenger'.Nonostante il termine di questo contratto internazionale Luciano e' uno dei nomi di punta di una nuova generazione di artisti roots esplosa sulla scia di artisti come Garnett Silk e Tony Rebel. La collaborazione con Fatis Burrell, che grazie all'introduzione del suo amico Sizzla aveva generato una delle scuderie piu' affermate del reggae mondiale si conclude nel 1998 con l'uscita del CD 'Sweep over my soul'.La conclusione di questa unione apparentemente solidissima vede l'uscita, nei mesi successivi di un impressionante numero di singoli per svariati produttori, tutti attestati su invidiabili standards qualitativi, e ben presto si diffonde la notizia della fondazione da parte di Luciano ed il suo amico Mikey General di una nuova etichetta, la Qabalah, e di una casa di produzione, la Messenjah, i cui primi frutti sono alcuni singoli usciti tra il 1999 e il 2000 ed un nuovo album di Mikey General. Il 2001 e' stato un anno molto particolare per Luciano: nonostante siano usciti due suoi ottimi albums, 'A new day' (VP) e 'The great controversy' (Jet Star) il cantante ha annullato un intero tour europeo e cambiato tutti i suoi musicisti costituendo una nuova backing band con cui ha esordito al Sumfest a Montego Bay. Nel 2003 i lavori di lunga durata piu' rappresentativi per lui sono stati 'Visions' uscito sulla Jet Star label e 'Tell it from the heart' prodotto congiuntamente da Al.Ta.Fa.An e Minor 7 Flat 5. Nel 2004, poco prima dell' apparizione di Luci al Sunsplash e' uscito il bellissimo 'Serious times' pubblicato da VP. La sua produzione musicale continua incessante tra alti e bassi: oltre a un grande numero di singoli il cantante ha registrato di recente albums putroppo non all'altezza della sua fama. Tra i dischi prodotti negli ultimi anni vi consigliamo gli albums 'Gideon' e 'Now and forever' e 'Child of a King'. Da pochi mesi è in circolazione il CD 'Jah ìs my navigator': prodotto dal suo mentore e band leader (quando non preso dalla sua fitta agenda d'impegni musicali) il sassofonista Dean Fraser, questo lavoro è uno dei più intensi della sua intera discografia e riporta 'Jah Messenger' a livelli qualitativi che non sentivamo dai tempi di 'Serious times'. Luciano e' uno dei piu' apprezzati cantanti solisti del reggae e rappresenta una perfetta sintesi tra l' approccio 'spirituale' (il suo stile sconfina spesso nel 'gospel' piu' puro) e la gioia ed il divertimento nel ballo e nell'ascolto della musica, entrambi tipici della cultura jamaicana.

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Mama Marias - Interviste dal backstage

Rototom sunsplash 2009Intervista a Mama Marias.

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Marcia Griffiths

Marcia Griffiths è l'indiscussa signora del reggae, una delle srtiste donne più importanti in assoluto della storia di questo genere. Ha iniziato a cantare a quindici anni nel 1964 come vocalist di Byron Lee & The Dragonaires ed ha intrapreso la carriera discografica a Studio One solamente qualche anno dopo: si narra che Coxsone Dodd, il proprietario dell'etichetta di Brentford Road abbia chiesto il permesso ai suoi genitori prima di iniziare a portare la piccola Marcia in studio. Il suo materiale Studio One è di prim'ordine con hits come 'Feel like jumping', 'Truly', 'Melody life' ed il bellissimo duetto con Bob Andy 'Really together'. Tutti questi brani sono compresi nel classico album 'Marcia Griffiths at Studio One'. A Studio One Bob Andy la aiuta con preziosi consigli e Marcia intreccia con questo artista una importante relazione sentimentale e professionale. I due infatti lasciano Studio One e si accasano con il produttore Harry Johnson: la loro cover di 'Young, gifted & black' di Nina Simone ottiene nel 1969 un enorme successo in Inghilterra entrando nelle pop charts. Per Harry Johnson il duo incide i due albums 'Young, gifted & black' e 'Pied piper'. Bob Andy co-produce con Harry J nel 1977 il loro terzo ed ultimo album insieme 'Really together'. Abbandonato il duo con Bob Andy Marcia si lega alla produttrice Sonia Pottinger ed alla sua etichetta High Note con cui registra i due ottimi albums 'Naturally' e 'Steppin': questi due lavori contengono rivisitazioni in chiave roots dei suoi successi a Studio One e brani nuovi come 'Steppin' outta babylon' che sarà il suo miglior successo dell'epoca roots. Nel 1974 comunque Marcia aveva intrapreso un progetto di trio femminile insieme a Rita Marley e Judy Mowatt chiamato I Threes. Al momento di registrare il suo primo disco senza Bunny Wailer e Peter Tosh, Bob Marley vuole le I Threes come backing vocalists: questo è l'inizio di una avventura che porterà Marcia ad accompagnare Bob Marley nei suoi trionfali tour mondiali fino alla sua morte nel 1981. Nel 1982 Marcia ottiene uno dei suoi più grandi successi con 'Electric boogie', brano influenzato dal soul che diventerà molto popolare negli Stati Uniti. Nel corso degli anni ottanta registra gli albums 'Rock my soul' e 'Love to the music'. Nell'epoca del reggae digitale la carriera di Marcia conosce ulteriori soddisfazioni: Donovan Germain la vuole nella squadra della sua Penthouse Records per registrare nuove versioni dei suoi classici spesso in combination con personaggi come Beres Hammond, Tony Rebel e Buju Banton. Il materiale registrato dalla grande cantante a Penthouse è racchiuso nei due CDs 'Indomitable' e 'Land of love'. Nel 2004 il governo giamaicano le assegna l'onorificenza dell'Order Of Distinction. Negli ultimi tempi Marcia continua assiduamente a esibirsi dal vivo ed a registrare musica: l'ultimo suo album 'Shining time' è uscito sull'etichetta VP nel 2005.

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Mellow Mood

445 bands da tutta europa, votate su internet per oltre un mese. Un sito costruito apposta, www.reggaecontest.eu. Dieci gruppi finalisti che si sono affrontati in due giornate sul palco principale del Rototom Sunsplash. Un tour europeo per il vincitore, tra Slovenia, Svizzera, Repubblica Ceca, Belgio, Germania, Francia, Danimarca, Polonia Spagna ed Austria.

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Michael Franti & The Spearhead

Michael Franti non è un artista reggae vero e proprio ma il reggae è sempre stato per lui una influenza importante: gli ultimi due albums dei suoi Spearhead e cioè ‘Yell fire!’ e ‘All rebel rockers’ per esempio sono stati registrati in Giamaica con il prezioso aiuto di Sly & Robbie ed ovviamente il reggae è fortemente presente nei solchi di questi due ottimi lavori. Anche se piuttosto incatalogabile, soprattutto analizzando la sua intera discografia, l’arte di Michael va ricondotta ad un filo che lega la canzone di protesta di Woody Guthrie ed Hank Williams alla poesia funk di personaggi come Gil Scott-Heron o i Last Poets ed altre importanti esperienze di black music americana passando però anche attraverso il punk di artisti come Clash o Dead Kennedys. La famosa etichetta indipendente Alternative Tentacles del leader del gruppo Yello Biafra infatti pubblica l’unico lavoro dei Beatnigs, il gruppo tra rumorismo e poetry che Michael fonda insieme al performer e ballerino Rono Tse. L’esperienza Beatnigs apre la strada al successivo progetto The Disposable Herpes Of Hipoprisy, ensemble aperto ancora con Rono Tse ed ottimi musicisti della Bay Area come per esempio il chitarrista jazz Charlie Hunter. Tra abrasività punk, hip hop, jazz e lucida poesia a sfondo sociale e politico ‘Hipocrisy is the greatest luxury’ è l’unico disco prodotto dalla band ma è un autentico capolavoro che frutta la partecipazione come gruppo di apertura al tour mondiale degli U2 Zoo TV Tour. Nel 1994 Michael dichiara concluso il capitolo Disposable Heroes e forma Spearhead inaugurando il progetto con l’ottimo ‘Home’, un disco all’insegna del ‘groove’ e con bellissimi testi e la voce di Michael in bilico tra ‘spoken word’ ed hip hop. Sempre sui binari del soul Spearhead mantengono ottimi livelli con i due dischi successivi ‘Chocolate supa highway’ e ‘Stay human’. Nel 2005 Michael ed una ristretta crew di cameramen ed amici si imbarcano in una significativa avventura: visitare l’Iran e la Palestina per cercare contatti con i musicisti locali e soprattutto scoprire parlando con la gente comune i devastanti effetti della guerra quotidiana. Il risultato è lo struggente documentario ‘I know I’m not alone’ che racconta i toccanti incontri di Michael sempre accompagnato dalla sua chitarra. ‘Everyone deserves music’ ha una sterzata sul rock, la world music e la canzone di autore rispetto ai dischi precedenti mentre la già citata accoppiata costituita da ‘Yell fire!’ e ‘All rebels rockers’ porta una ventata decisa di reggae e ritmi tropicali nella musica di uno dei più sinceri critici della politica e della società americana in circolazione. Se non ci fosse Michael, in sostanza, bisognerebbe inventarlo!

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Michael Rose

Michael Rose è un nome storico del roots reggae giamaicano ed ha raggiunto la fama come cantante solista della miglior formazione dei Black Uhuru a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta: con questa formazione ha vinto un Grammy Award nel 1983 per l'album 'Anthem'. Questo straordinario cantante comunque ha ripreso quota dopo aver lasciato i Black Uhuru con un nuon numero di ottimi albums come solista. Michael è nato a Waterhouse, turbolento ghetto di Kingston l'11 luglio del 1957 ed e' uno dei tanti artisti reggae cresciuto in questo quartiere. Prima di unirsi a Black Uhuru lascia svariate tracce come solista (tra cui una versione embrionale di 'Guess who's coming to dinner') in singoli prodotti, tra gli altri, da Niney The Observer, Lee Perry e Prince Jammys.Quando la primissima versione di Black Uhuru, composta da Duckie Simpson, Garth Dennis e Don Carlos si scioglie, Michael entra a far parte dell'organico ricostituito insieme al membro fondatore Duckie Simpson ed a Errol Nelson. Mentre questa prima formazione registra con Jammy nel 1977 il primo fantastico album 'Love crisis', il gruppo muta ancora forma, al posto di Errol Nelson arriva la statunitense Puma Jones ed insieme a Sly & Robbie registra una serie di incredibili album culminata nella vittoria del Grammy Award nel 1983 con 'Anthem'. A questo punto Michael Rose abbandona Black Uhuru e si prende un momento di riflessione: la sua carriera riprende intorno al 1990 con alcuni singoli autoprodotti e il crossover album 'Proud' pubblicato dalla RCA. Anche da solista Michael è molto prolifico ed il suo stile compositivo non dimostra discontinuità rispetto ai brani composti nel periodo Black Uhuru. Dal 1995 si lega all'etichetta americana Heartbeat per cui fa uscire solidissimi lavori come 'Michael Rose' (1995), 'Be yourself' (1996), 'Dance wicked'(1997) e 'Party in session live' (1998) registrato dal vivo. Nel 1999 esce un nuovo ottimo CD prodotto da Sly & Robbie intitolato 'X-Uhuru'. E' difficile sorprendere Michael Rose in un momento debole: la sua carriera continua nel nuovo millennio con CDs sempre all'altezza tra cui citiamo 'Never give it up' e 'African roots'. Oltre a pubblicare i suoi albums fa capolino di tanto in tanto nel mercato dei singoli giamaicani con ottime prove. Nel 2005 si riconcilia con Duckie Simpson e ricompone con quest'ultimo i Black Uhuru: la sua ultima apparizione al Rototom Sunsplash risale proprio a quell'anno come Black Uhuru. L'ottima performance di Michael e Duckie fu accompagnata, come del resto il loro ultimo tour italiano del 2007, dalla backing band inglese Ras Ites. Nel 2007 Michael ha pubblicato i due CDs 'Passion of life' e 'The saga'.

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Misty in roots

Quello dei Misty In Roots non e’ un esordio davanti al pubblico del Rototom Sunsplash ma un graditissimo ritorno.Insieme ad Aswad e Steel Pulse questa longeva band fu grande rappresentante delle comunita’ dei west indians in Inghilterra negli anni settanta sotto la repressione dell’era Thatcher: in particolare Misty In Roots non firmarono contratti con le major labels come i loro piu’ affermati colleghi ma portarono avanti un discorso di autogestione in accordo con alcune esperienze di autoproduzione del punk molto solidali alle esperienze dei jamaicani. La loro label si chiama non a caso People Unite.Nonostante questo la fama di Misty In Roots si diffuse grazie al loro approccio radicale ed al mantenimento di tematiche e sound roots nel corso degli anni della loro lunga carriera. Sull’esempio di altri artisti come Burning Spear la loro musica ha sempre guardato all’Africa come madre di cultura e civilta’ e riferimento assoluto e la loro lunga carriera e’ stata costellata da lunghi viaggi e soggiorni nel continente africano (proprio durante uno di questi soggiorni un incidente li ha privati di uno dei loro due cantanti originari). Nonostante non siano molto prolifici come uscite discografiche, il loro spettacolo e’ sempre stato un raro esempio di intensita’ e proposta di una musica che non e’ mai scesa a compromessi con il lato commerciale del music business. Nel 2002 la prestigiosa etichetta Real World ha pubblicato il loro ultimo lavoro, il classico ‘Roots Controller’, dove alcuni nuovi brani fanno capolino accanto a versioni ‘migliorate’ dei loro classici di sempre.

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Morgan Heritage @ Rototom Sunsplash 2012

Este concierto es imprescindible si amáis particularmente a Morgan Heritage, la familia real del reggae.Estamos hablando de una banda formada por cinco hermanos de origen jamaicano pero crecidos en Nueva York antes de volver a la isla del reggae y convertirse en uno de los mejores grupos roots reggae del planeta. Lo que hace que su sonido sea único e inimitable es la mezcla de reggae con depuradas dosis de soul y con el puro roots de sus orígenes.En discos han dado vida a clásicos como 'Protect us Jah', 'Don't affi dread', 'More teachings' y 'Full circle' y los temas de estos álbums han alimentado sus magníficos conciertos a lo largo de los años.