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Tag: sunsplash

Totale: 214

Groundation

Provenienti da San Francisco i Groundation sono la vera e propria sorpresa della scena roots statunitense degli ultimi anni. La terza apparizione di fila al Rototom Sunsplash fissata per l’edizione 2007 è una prova del grande consenso che questi musicisti riscuotono anche in europa ed in Italia. Il loro suono lento e meditativo si rifa’ ai classici del roots reggae ma le svariate provenienze dei membri e la loro attitudine all’improvvisazione danno comunque al loro sofisticato sound qualcosa di inconfondibile. Groundation devono molto ai pionieri del roots reggae del dub ma anche alla sperimentazione del jazz degli anni ’60 e ’70. La band si è formata nel 1998 da un primo nucleo comprendente Marcus Urani, Ryan Newman e Harrison Stafford a cui si sono piu’ tardi uniti il trombettista jazz David Chachere ed il trombonista Kelsey Howard. Sempre dalla scena jazz della California del sud è arrivato il sax di Jason Robinson mentre Paul Spina ha rimpiazzato James Stafford nel dicembre 2001.Il loro debutto discografico avviene con ‘Young tree’, disponibile ora in versione CD rimasterizzata. Nel 2001 esce il loro secondo CD ‘Each one teach one’ a cui collaborano Ras Michael alle percussioni ed alle voci Marcia Higgs, moglie del compianto Joe Higgs. Sono però i loro due successivi CDs a dare notorietà a questa band anche in europa: ‘Hebron gate’ del 2002 li vede affiancati da miti del roots come Don Carlos ed i Congos, mentre per il bellissimo ‘We free again’ del 2004 sono raggiunti in studio dall’ex Israel Vibration Apple Gabriel. I loro concerti delle edizioni 2005 e 2006 mettono in luce al pubblico italiano una grande band con un suono originale e ricco di spunti e suggestioni. Nel 2006 sono usciti ‘Dub wars’ un CD con le dub versions dei brani migliori di ‘Hebron gate’ e ‘We free again’ e il loro ultimo CD in studio ‘Upon the bridge’ che costituira’ l’ossatura del loro nuovo show.

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Horace Andy

Horace Andy e' uno dei cantanti piu' famosi di tutta la storia del reggae. La sua voce ed il suo modo di cantare sono assolutamente unici e qualsiasi sforzo descrittivo e' inadeguato a rendere le sue tipiche linee melodiche: saprete tutti sicuramente di come da tempo il suono del suo canto impreziosisce i dischi dei Massive Attack, con cui si esibisce anche dal vivo nelle loro sporadiche apparizioni. Horace Andy (soprannominato 'Sleepy') nasce a Kingston il 19 febbraio 1951 e si avvicina all'ambiente musicale a meta' degli anni sessanta quando inizia a registrare canzoni per il suo primo 'mentor' Phil Pratt. Nonostante le lezioni di musica di Phil Pratt siano assai preziose, Horace non ottiene grande successo finche' nel 1969 attraverso una fortunata audizione non entra a far parte del prestigioso camp Studio One sotto la direzione di Coxsone Dodd. A Studio One, con personaggi come Bob Marley, Dennis Brown ed Alton Ellis come compagni di etichetta e accanto a musicisti come Bagga Walker, Leroy Sibbles e Larry Marshall, Horace incide una serie impressionante di classici usciti sui singoli o inclusi negli albums 'Skylarking' o 'Best of Horace Andy' e diviene popolarissimo in Jamaica. Ancora oggi la sua fama e' legata a filo doppio ai suoi classici Studio One come 'Skylarking', 'Fever' o 'Mr. Bassie'.Dal 1972 Horace lascia Studio One ed inizia a prestare i servigi a piu' produttori: ritorna a registrare con Phil Pratt e lega il suo nome anche a produttori come Leonard 'Santic' Chin, Derrick Harriott, Harry J, Gussie Clarke, Blaka Morwell e altri producers minori. Dal 1973 nel reggae il roots prende piede e contemporaneamente si afferma un giovane produttore molto abile nel registrare molti artisti diversi tra loro e primeggiare contemporaneamente in generi diversi e dominare le dancehalls. Si tratta di Bunny 'Striker' Lee con cui Horace Andy collabora assiduamente e produce alcune delle sue cose piu' ispirate di sempre come 'Pure ranking', 'Zion gate' o 'Money money' (la prima versione di questo brano era stata prodotta da Phil Pratt: con Bunny Lee Sleepy riregistra alcuni dei suoi classici Studio One che in seguito torneranno a galla varie volte durante la sua carriera.Molti dei suoi dischi migliori di quel periodo, incisi per un numero imprecisato di produttori, esistono solo sotto forma di rarissimi singoli originali. Nel mare di produzioni che da quei tempi portano Horace Andy ai giorni nostri bisogna ricordare 'In the light', album inciso con Everton Da Silva, produttore che operava a New York, prima di scomparire prematuramente. Vi segnaliamo anche alcune fortunate produzioni Tapper Zukie ('Natty dread a weh she want' tra tutte) e le sue incursioni, ancora a New York, sulla cult-label Wackies (imperdibile l'album 'Dancehall style').Durante la seconda meta' degli anni ottanta e tutti i gli anni novanta continua a registrare copiosamente tra Jamaica, Stati Uniti e Inghilterra, anche se i suoi prodotti trovano sempre meno spazio nel mercato dei singoli e piu' considerazione nel mercato internazionale del reggae. In Inghilterra dapprima ha successo con 'Elementary' (Rough Trade) in cui svolge un ruolo da pioniere del suono digitale. Spaziando tra i sottogeneri del reggae ma rimandendo fedele al suo timbro originario Horace registra albums con Jah Shaka, Mad Professor o Mixman e collabora addirittura con i Massive Attack (bisogna ricordare che i Massive Attack avevano iniziato come Wild Bunch proprio come sound system reggae a Bristol) diventandone l'acclamato cantante. Negli ultimi anni sta registrando regolarmente: tra i suoi albums piu’ recenti citiamo ‘Back to roots’, prodotto ancora dal mitico Mad Professor e ‘Livin’ it up’ prodotto da ‘Stepper’ Briard, il sassofonista della Taxi Gang di Sly & Robbie e suonato anche dai due mitici gemelli del ritmo. Proprio quest’anno è uscito ‘Inspiration information’, un CD in collaborazione con il produttore di musica elettronica Ashley Beedle dove la voce di Horace esplora percorsi ritmici differenti riecheggiando comunque la tradizione del reggae.

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Il ritorno dell'uomo nero

Moni Ovadia, Luigi Ciotti, Ash Amin, Boris Pahor e Laura Balbo parlano di razzismo.Che in Italia e in Europa la bestia del razzismo abbia rialzato la testa è ormai un fatto inequivocabile, come testimoniano i numerosi episodi di cronaca di questi ultimi mesi. Dopo il rapporto fra immigrazione ed emergenza securitaria affrontato lo scorso anno, eccoci allora proseguire nella ricerca sul mutamento profondo, indotto dalle grandi migrazioni, che attraversa la società europea.Intervengono:MONI OVADIAAttore, drammaturgo, musicista, scrittore, Moni Ovadia è una delle principali figure della cultura in Italia. Negli anni da vita a una proposta di teatro musicale lungo il quale procede ancora la sua ricerca, caratterizzata dalla lucida analisi del presente. DON CIOTTISacerdote e giornalista, Don Luigi Ciotti, da sempre accanto agli ultimi della società, è una delle personalità più autorevoli del dibattito sociale italiano. E' fondatore del Gruppo Abele, impegnato all’interno delle carceri e del mondo dell’emarginazione sociale. E' inoltre il fondatore di Libera, la realtà più attiva nella lotta alla mafia, nata dalla sinergia di diversi gruppi e associazioni, oggi più di 700 in tutta Italia.ASH AMINProfessore di Geografia alla Durham University, Ash Amin è uno dei più brillanti accademici mondiali con ricerche nei campi dei cambiamenti socio-economici e politici. BORIS PAHORUno dei più grandi scrittori contemporanei italiani, nato a Trieste e di lingua slovena, Pahor solo nel 2008 viene "scoperto" dall'editoria italiana, quando per i tipi della Fazi esce Necropolis -scritto nel'67 e tradotto all'epoca già in 8 lingue-, potente affresco della sua esperienza di carcerato in lager nazisti, che diventa il caso letterario dell'anno, vincendo anche il Viareggio.LAURA BALBOLa maggiore studiosa italiana sul razzismo insegna Sociologia all’Università di Padova.

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Imo - Interviste dal backstage

Rototom sunsplash 2009Intervista a Imo.

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Incontro sul biotestamento

Il sig. Beppino Englaro per diciassette anni ha condotto alla luce del sole una strenua lotta per far riconoscere a sua figlia Eluana, e a tutti noi, il diritto a non essere “priva di morte e orfana di vita”. L’odissea sua e di sua figlia hanno costretto società e istituzioni a fare i conti con un tema rimosso, che chiama in causa l’autodeterminazione dell’individuo e la laicità dello stato. In questo Friuli che tanta parte ha avuto nella vicenda, il Sunsplash è orgoglioso di salutare il suo pubblico proprio con papà Beppino.BEPPINO ENGLAROSecondo molti uno dei pochi eroi civili rimasti all’Italia, Beppino Englaro per diciassette anni ha lottato strenuamente per far riconoscere a sua figlia Eluana il diritto a non essere “priva di morte e orfana di vita”, come scrisse Guido Ceronetti. Una battaglia di civiltà di cui si è parlato in tutto il mondo. E la sua battaglia continua anche oggi, grazie alla fondazione di “Per Eluana”, per impedire che ad altri possa toccare il destino di sua figlia.TOMMASO CERNOUno dei più brillanti giornalisti del Friuli, già giovanissimo caporedattore del Messaggero Veneto, è da poco approdato a "l'Espresso", una delle più prestigiose testate italiane. Impegnato nella battaglia per i diritti delle persone omosessuali, è stato fra i promotori del Gay Pride di Venezia. Ha pubblicato il saggio L'ingorgo, oltre ad aver giocato un ruolo essenziale nella vicenda di Eluana Englaro.FERRUCCIO SAROUna delle figura politiche più influenti del Friuli degli ultimi anni, Ferruccio Saro ha attraversato indenne il passaggio dalla prima alla seconda repubblica, e la scomparsa del PSI, partito nel quale si è svolta la prima parte della sua vita politica. Senatore del Pdl, si è distinto nel dibattito nazionale per il sostegno dato a Beppino Englaro e la battaglia politica a favore del biotestamento.IGNAZIO MARINOIgnazio Marino è uno dei più brillanti chirurghi del panorama mondiale, con numerose esperienze negli Stati Uniti dove ha vissuto per anni. Specializzatosi in trapiantologia ha prodotto una casistica sterminata. Di cultura e fede cattolica, da presidente della Comm. Sanità del Senato ha promosso un disegno di legge a favore del testamento biologico, rivendicando una visione laica della politica in primo luogo proprio sui temi etici. Da pochissimi giorni ha lanciato la sua candidatura per la segreteria nazionale del PDLUIGI PEDRAZZIUna delle voci più importanti del pensiero politico cattolico, sostenitore di Giuseppe Dossetti, Luigi Pedrazzi è stato fra i fondatori, negli anni '50, del gruppo del Mulino: già direttore della rivista, presidente dell’editrice e dell’Istituto Cattaneo, è ora presidente dell’Associazione di cultura e politica «il Mulino». Tra i suoi libri: Sette giorni a Sovere (2002) e Resistenza cattolica (2006).

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Inna showcase style: Fidoguido feat. Zuli

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Inna showcase style: Josef Tangoor

Inna showcase styleJosef Tangoor sul palco del rototom sunsplash 2008

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Inna showcase style: Lion D

Inna showcase style: Lion D si esibisce sul palco del rototom sunsplash 2008

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Inna showcase style: Mark-one + Rankin'alpha

Tra un concerto e l'altro il main stage mette in luce nuovi artisti facendoli esibire durante il cambio di palco.Mark-one + Rankin'alpha

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Inner Circle

Inner Circle festeggiano quest'anno i quarant'anni di attività e con la loro grande versatilità nell'ibridare il reggae con il funk, il soul ed il rock sono stati una grande forza della scena reggae giamaicana degli anni settanta. I corpulenti fratelli Ian e Roger Lewis hanno formato la band nel 1968 insieme a Ibo Cooper, Cat Coore, Funky Brown e Prilly Hamilton. Grazie alla grande abilità musicale dei membri della band e alla capacità di padroneggiare vari generi musicali il gruppo inizia ad esibirsi nel circuito turistico degli hotels della costa nord della Giamaica. La loro fama travalica ben presto i confini dell'isola ma Ibo Cooper, Cat Coore e Prilly Hamilton lasciano la band per formare Third World, un gruppo che raggiungerà grande fama con la sua miscela di reggae e soul. A questo punto la line-up del gruppo viene completata dal chitarrista Gitzy Ortiz, dal tastierista Touter Harvey e soprattutto dal giovane cantante Jacob Miller, uno dei maggiori talenti emergenti della scena reggae. Nel 1974 Inner Circle debuttano su album con ben due lavori e cioè 'Heavy reggae' e 'Rock the boat'. Nella scaletta del gruppo troviamo Marley covers come 'Natty dread', 'I shot the sheriff' o 'Westbound train' di Dennis Brown rilette magistralmente sul piano vocale dall'incontenibile Jacob ma anche covers di brani soul come 'You make me feel brand new' e 'TSOP' e notevoli originali come 'Forward Jah Jah children'. Visto il grande temperamento di Jacob Miller ad un certo punto le sue uscite soliste e gli impegni con la band si confondono: il terzo album 'Reggae thing' contiene alcuni potentissimi classici roots di Jacob come '80000 careless Ethiopians', 'Tired fe lick weed in a bush', 'Forward Jah Jah children' e 'Ghetto on fire'. Oltre che padroneggiare ritmi 'one drop' più tranquilli e saper suonare funk e soul gli Inner Circle si cimentano anche in una serie di micidiali ritmi rockers nelle parti strumentali dei due albums solisti di Jacob Miller 'Jacob Kller Miller' e 'Wanted' e nei rispettivi duali dub 'Killer dub' e 'Heavyweight dub'. La band comunque sogna una esposizione a livello mondiale ed ottiene alcuni contratti con le majors: 'Ready for the word' esce nel 1976 sulla Capitol mentre nella coppia di albums su Island 'Everything is great' e 'New age music' gli Inner Circle raggiungono una buona visibilità con un miscuglio di disco-music e rock che lascia poco spazio al reggae. Purtroppo il 23 marzo 1980 Jacob Miller muore assai precocemente a causa di un incidente stradale ed oltre che lasciare la scena reggae mondiale senza uno dei suoi principali talenti, lascia la band senza cantante. La band si riaffaccia timidamente alla ribalta nel 1983 con l'album 'Something so good' ed entra in pianta stabile il cantante Carlton Coffie. Dedicandosi ad un suono molto accattivante e radiofonico infilano negli anni ottanta e novanta album dopo album tornando al grande successo nel biennio 1993-1994 con i singoli 'Bad boys', 'Sweet (A la la la la song)' e 'Games people play'. Il loro ultimo album 'Kool operator' vanta come ospiti Buju Banton e Beenie Man e nell'ultima formazione è il giovane Kris Bentley che ricopre il ruolo che fu di Jacob Miller e Carlton Coffie.

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