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Otello Profazio e Peppe Voltarelli dal vivo a Bova 2018.

Otello Profazio & Peppe Voltarelli dal vivo a Bova nell'ambito del festival di Paleariza 2018.

Luz propia Juan Rulfo "Por si Mismo"

Un nuovo avvicinamento alla straordinaria figura dello sceneggiatore e fotografo messicano, uno dei più importanti scrittori latinoamericani del XX secolo.

Sceneggiatura: Paulina Lavista
Fotografia: Tomás Medina e Javier Feria
Montaggio: Victor Serrato Lepiz
Musica: Mario Lavista
Produttore: Ernesto Velazquez Briseño
Produzione: Tv Unam

Visita: www.cinelatinotrieste.org

O Prólogo

El Prólogo è un documentario che affronta il tema dell'uso della propaganda politica attraverso il cinema e la televisione degli anni '60 in Brasile e svela la cultura dei vecchi cortometraggi in programma prima delle sessioni principali del cinema. Quando la televisione non aveva ancora spopolato, questi corti avevano l'obiettivo principale di fungere da canale di notizie, di informazioni e di discussione fra il mondo e la quotidianità della gente. Partendo dalle dichiarazioni dei professionisti coinvolti e dalle immagini d'archivio, il documentario racconta la storia del cinema documentale fatto nella prima metà degli anni '60. Il racconto dei tecnici, dei produttori e degli spettatori aiuta a riscoprire queste opere cinematografiche e il loro valore politico e storico. Il documentario permette allo spettatore di conoscere gli antecedenti del regime del 1964 e la propaganda politica dell'epoca. La distanza temporale permette di tracciare una precisa differenza con quel periodo, facendo autocritica di molti equivoci, che molte volte fanno pensare ad un ripetersi degli eventi passati. El Prólogo è soprattutto il registro di una memoria sempre più rara che guadagna d'importanza grazie all'opportunità di incontrare alcuni degli ultimi professionisti che vissero l'esperienza e l'impegno di fare tali documentari.

ALLA CANNA DEL GAS

L'atteggiamento di sudditanza dell'Unione europea che ha posto sanzioni alla Russia ha certamente influito sulla decisione di deviare il gasdotto in Turchia, insieme ai furti di enormi quantità di gas ad opera dell'Ucraina.

In the flesh

Il video è tratto da un concerto della cover-band pinkfloydiana Sound-Project che ho interamente ripreso nell'ottobre del 2013 e tenutosi presso il teatro Fabbri di Vignola (Mo).

Visita: vimeo.com

Visita: www.sound-project.it

Operazione "Bordo protettivo": ne parliamo con Moni Ovadia

NADiRinforma incontra Moni Ovadia ad affrontare l'escalation di violenza che ancora una volta sta coinvolgendo Israele e Palestina e che, attraverso l'operazione militare avviatasi la notte dell'8 luglio '14 chiamata Bordo protettivo, ha permesso all'aviazione israeliana di colpire un'enorme numero di obiettivi nei territori palestinesi.
Ovadia, senza mezzi termini, definisce il governo israeliano ultrareazionario e razzista, ideologicamente orientato a negare ai palestinesi profilo, dignità e identità; d'altro canto esprime disappunto e incomprensione verso coloro, identificati come palestinesi, che proseguono a lanciare inutili e dannosi razzi verso i civili israeliani senza pensare che ogni lancio altro non fa che rinforzare le motivazioni del governo israeliano.
Secondo Ovadia nel cuore di Israele hanno preso forma gruppi animati da odio sconsiderato sostenuto da una forte ideologia fascista, il problema, secondo lui, è che questa classe politica israeliana non si sposterà mai da questa posizione, forse una soluzione potrebbe cercarsi e trovarsi all'interno della società civile israeliana a bloccare definitivamente la colonizzazione

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

Visita: www.mediconadir.it

Operazione "Bordo protettivo": ne parliamo con Luisa Morgantini

NADiRinforma incontra Luisa Morgantini cercando di capire l'ennesima operazione militare avviata nel corso della notte dell'8 luglio '14, sostenuta dai raid dell'aviazione israeliana su Gaza nel corso dell'operazione militare chiamata Bordo protettivo.
La condanna del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon è stata immediata: "Questi attacchi indiscriminati contro aree in cui vivono i civili devono fermarsi" supportata dalla grande preoccupazione per una possibile escalation della violenza
Israele giustifica l'operazione militare come una risposta al lancio dei razzi effettuato da Hamas.
Secondo la Morgantini la responsabilità della situazione è da attribuirsi in prima istanza alla Comuntà internazionale incapace di fare rispettare ad Israele alcuna risoluzione delle Nazioni Unite.
Israele pare uno stato al di sopra dei sospetti, come della legge, e si trova nella posizione di sentirsi autorizzato a colpire impunemente, nella fattispecie i Palestinesi costretti a vivere in situazioni drammatiche.
Oggi Israele la si può considerare una società malata in quanto affonda le radici della sua sopravvivenza nella colonizzazione e nella militarizzazione ed in onore del rispetto umano va fermato
Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

Visita: www.mediconadir.it

Intervista a Claudio Giorno, Movimento NO TAV

NADiRinforma incontra Claudio Giorno residente in Val Susa e fondatore del "Comitato Habitat", la cui opera informativa è stata tra le artefici della nascita del movimento di cittadini che si riconoscono nel NO TAV.
E' intervenuto all'Assemblea popolare svoltasi a Marzabotto (Bo) il 30 marzo '14 "La difesa della Costituzione. Le radici della Democrazia - ACQUA E BENI COMUNI, LAVORO e REDDITO, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA"
Intervista a cura di Marco Trotta (media attivista)
Riprese a cura di Luisa Barbieri e Paolo Mongiorgi
Montaggio a cura di Paolo Mongiorgi
Musica a cura di Fabio e Diego Resta

Visita: www.mediconadir.it

IL BARATTO

Il Movimento 5 Stelle il suo Blog, rischiano di apparire monocordi per il grande spazio dedicato agli scontri parlamentari che finiscono per offuscare argomenti che interessano i cittadini tutti nella loro vita quotidiana.

LA PORTAEREI

Le vere pressioni per accettare un secondo mandato presidenziale Giorgio Napolitano le ha ricevute dagli Stati uniti non da Pd e PDL come ci avevano fatto credere. Lo si deduce dal comportamento del segretario di Stato americano John Kerry.