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Tag: omosessuali

Totale: 64

1 ANNO DI WHAD - We Have A Dream - 2009 - 2010

Il 28 agosto di un anno fa, dopo le aggressioni fuori dal Gay Village, la nostra rabbia si è diffusa tramite sms, mail, facebook e ci siamo ritrovati in piazza: gay, lesbiche, transessuali ed eterosessuali, cittadine e cittadini che non volevano permettere che la violenza fermasse le proprie vite, che la violenza li spaventasse e li rendesse prigionieri della loro stessa città.Tantissime persone con un solo grande striscione rainbow e con un solo grande motto: We have a dream! WHAD è nato ed esiste come espressione di una comunità LGBTQI complessa, variegata, fatta di tante persone, ognuna con la sua storia e ognuna con la voglia di esserci!E' per questo che, dopo un anno, con lo stesso spirito, la stessa voglia di esserci e ancor più voglia di sentirsi parte di una comunità che lotta per la sua esistenza e la sua libertà, Il 3 settembre 2010 ci siamo rivisti per sfilare ancora una volta , per rivendicare con la stessa forza dell'anno scorso, la nostra libertà, la nostra dignità e i nostri diritti.

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Come mestiere si vestiva di sogno

Ciro Cascina, poeta e attore, recitando e rispondendo ad alcune domande, introduce la figura del femminiello nella cultura napoletana. Il video è stato realizzato durante un seminario del corso "La critica letteraria e gli studi gay" tenuto dal Prof. Francesco Gnerre all'Università di Roma Tor Vergata.

A cura di: Pasquale Quaranta, Roberto Spellucci, Francesca Petrucci
Intervista: Pasquale Quaranta
Riprese: Roberto Spellucci
Montaggio: Francesca Petrucci
Laboratorio video: Lab.irinto Con il contributo di: Università di Roma Tor Vergata

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Concerto - Rainbow Music Against AIDS - IV edizione

In occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS (1 dicembre) il Roma Rainbow Choir, l'Ensemble QAntica, l'associazione Early Music in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli sono orgogliosi di invitarvi al grandioso concerto.

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EVVIVA LA NEVE - Delia Vaccarello - VITE DI TRANS E TRANSGENDER

ROMA FELTRINELLI DI GALLERIA COLONNA 15 OTTOBRE 2010Evviva la neve, vite di trans e transgender" è un libro che narra la vita autentica delle persone transessuali. Che ribalta i tristissimi e dannosi luoghi comuni che lo scorso anno hanno avuto un'impennata sui media. Cerca di sgretolare la necrofilia che vuole le persone trans "pezzi" e non individui, fotografa il viaggio che compiono animate non da un corpo muto, ma da un fortissimo sentire per trovare un equilibro tra i generi o approdare al genere avvertito come proprio. Intervengono:Giovanni BacheletVladimir LuxuriaFabianna Tozzi Daneripresente Anche l'autrice Delia VaccarelloVisita il sito: evvivalaneve.blog

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FORUM ITALIANO DEI CRISTIANI OMOSESSUALI

Per un cristiano cattolico Romani, l'omosessualità è un peccato grave, secondo il vaticano l'omosessuale può essere accettato solo se rinnega la sua natura e rifiuta la cultura gay.Un'atteggiamento in netto contrasto con se stesso, che alimenta l'ipocrisia e la politica del "dont' say e don't tell".Ma in Italia gli omosessuali sono moltissimi, rappresentano più di 5 milioni di persone e sono una minoranza enorme, molti di loro sono anche cristiani, come riescono a conciliare il loro essere gay con la loro fede?A fine marzo 2010 si è svolta presso Albano laziale il forum italiano delle associazioni omosessuali cristiane, una vera e propria realtà LGBT, indipendente ma che comunque aperta al resto del movimento che rappresenta una vera e propria rivoluzione della nostra società.

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G.A.Y. (Good As You) 1° puntata INSY LOAN

G.A.Y. (Good As You)1° puntataLa vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare un’omofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, l’attuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.In questa prima puntata vi presento Alessandro Michetti, (alis INSY LOAN), un ragazzo romano che ha vissuto come tanti omosessuali sulla sua pelle il peso del pregiudizio italiano, con il quale ha convissuto e a cui ha reagito lottando e militando per molti anni al Mario Mieli un importante circolo di cultura omosessuale della capitale. Nel 2007 Alessandro Apre un blog firmandosi Insy Loan, dove racconta la sua vita, usando se stesso come cartina tornasole della vivibilità di un omosessuale nella società italiana, spesso usando sarcasmo ed ironia al posto del solito vittimismo e rabbia.Viene dunque scoperto dalla Rizzoli che gli propone di scrivere un libro, Alessandro accetta la sfida creando un opera che non solo spiega ad un pubblico generico (gay ma soprattutto etero) l’essere gay in Italia, ma contribuisce a lottare contro un’ignoranza dilagante e pervasiva che fenomeni sociali, lobby politico religiose e tabù hanno fomentato e continuano ancora oggi ad alimentarla.Con questo libro Alessandro dà il suo personale contributo alla lotta per i diritti civili GLBT e non solo, e ci insegna come tutti noi possiamo nel nostro piccolo dare un contributo, e che anche solo uno di questi può davvero fare la differenza.visita il mio canale youtube:www.youtube.com/user/eustachio79ed il mio forum:http://www.youtube.com/user/eustachio79

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G.A.Y. Good As You - 2° puntata - la queer autrice

G.A.Y. Good As You La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è unanomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) cè un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune forze politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da unEuropa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco lemancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare unomofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, lattuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in unItalia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità unevento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.SECONDA PUNTATAGiulia, ha 24 anni e vive a Roma, fa la Queer Autrice scrive e canta ciò che sente. Fare lartista in Italia non è facile, ma Giulia si è specializzata nella sua diversità, plasmando una figura nuova, gira LEuropa in torunee, ma adora esibirsi nelle serate Romane. Ha pubblicato le sue poesie, ma da due anni lavora con altre ragazze ad un festival della femminilità, il SICK MARILYN laboratorio palcoscenico romano per donne che desidero esprimere la loro arte in tutte le forme possibili da quelle musicali a quelle visive, dalla danza alla recitazione. Molto coinvolta nellaffermazione del rispetto e dei diritti GLBT ha ripagato Povia con la sua stessa moneta collaborando alla realizzazione della canzone (Lucly era gay) progetto dei SUPER IO, sicuramente la miglior risposta che sia mai stata data al gay guarito di San Remo. ROMA 27 Aprile 2009

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G.A.Y. Good As You - 4° puntata - UFFICIO NUOVI DIRITTI

La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare un’omofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, l’attuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.QUARTA PUNTATALa nostra società è eteronormativa, ossia a misura di eterosessuale, questo si riflette su tutti gli aspetti della vita quotidiana soprattutto in quella professionale. La diversità in questo campo può causare fenomeni che in tali ambienti spesso competitivi e di confronti inter-relazionali possono sfociare in atti di violenza psicologica se non addirittura fisica (MOBBING). Dirigenti che dichiarano di non avere pregiudizi sull’identità e orientamento sessuale di una persona, tendono spesso ad utilizzare anche questo aspetto come importante parametro per la valutazione professionale, che può influire sulla carriera vera e propria del soggetto interessato. Salvatore Marra sindacalista della CGIL, è responsabile dell’ufficio nuovi diritti, organismo amministrativo dedicato alla lotta contro le discriminazioni in ambiente di lavoro di matrice omofobica. Uno strumento nato e cresciuto negli ultimi 10 anni e che si sta rivelando sempre più indispensabile, in continua evoluzione e relazione con organi internazionali europei per lottare contro un fenomeno molto diffuso ma strisciante ed atavico, difficile da dimostrare ma che interessa milioni di persone in tutta l’unione europea.Il nostro paese ha risposto ai numerosi richiami europei sull’adeguamento delle normative in questo settore in modo molto trascurabile, se non addirittura aggirandole con strumenti legali quasi impossibili da utilizzare, le diverse sanzioni che sono state emanate in risposta a tale mancanza d’attenzione, non sono state sufficienti a cambiante l’atteggiamento tendenzialmente omofobico che forze politiche e religiose hanno sull’affermazioni di qualsiasi tipo di diritti civili per persone LGBT. Un episodio molto significativo di questo scontro tra richieste europee e politica italiana è stato l’episodio del 2004 , dove la candidatura come europarlamentare dell’onorevole Rocco Buttiglione in materia di sicurezza, giustizia e libertà, fu respinta dalla commissione europea proprio a causa delle sue dichiarazioni ed atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali.In questa Puntata Salvatore ci racconta la sua esperienza ed il suo lavoro, e cosa noi tutti possiamo fare per far rispettare i nostri diritti e non subire discriminazioni in un ambito cosi importante della nostra vita come quello professionale.

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G.A.Y. Good As You - 5° puntata - I ragazzi del DGP

G.A.Y. Good As YouIl gruppo giovani del DGP (Di Gay project) è un bellissimo esempio di questo fenomeno, nato per lappunto nel 2002, è cresciuto insieme ad una vera e propria generazione di ragazzi, lingresso nella socializzazione omosessuale ora non è più limitata alla frequentazione di locali e chat, spesso luoghi inadatti per giovani adolescenti, ma trova un vero e proprio spazio alla luce del sole, un muretto della comitiva che ha avuto leffetto di abbassare notevolmente in pochissimi anni letà media di autocoscienza e socializzazione omosessuale dellintera comunità LGBT. Renato e Claudia sono approdati in questo circolo in cerca di amici e ora sono i principali gestori del gruppo giovani che negli ultimi anni si è evoluto notevolmente. Insieme a Lorenzo, Daniele ed Edoardo si occupano dellaccoglienza di nuovi arrivi, di informazione dattualità affrontando temi quali coming out, omosessualità e lavoro, organizzano attività ricreative ed aggregative sia interne come cineforum che esterne come gite e quantaltro. Non mancano di svolgere attività politica sia informando che partecipando e coinvolgere nuove persone in manifestazioni pubbliche ed attività culturali atte ad affermare i diritti LGBT. Il DGP è un circolo giovane, gestito anche da giovani che sono cresciuti insieme e che saranno gli attivista gay di domani.

G.A.Y. Good As You - 6° puntata - Non è mai troppo tardi

Siamo sempre abituati a vedere adolescenti o anche giovani adulti, affrontare il coming out, manifestare nelle piazze e nei gay pride per chiedere diritti ed esigere rispetto dalla società, tutta gente che combatte per un futuro migliore, per una vita diversa da quella che si sentono imposti dalla società, per ascoltare il loro cuore e cercare la propria felicità. Ma le persone che invece la loro vita l'hanno già vissuta? Come vivono gli omosessuali dopo una lunga vita di autonegazioni e di isolamento spirituale, in una società che li ha fatti sentire gli unici alieni sulla faccia del pianeta fino ai giorni nostri. Quanto si sentono rappresentati oggi, dalla comunità LGBT che sta crescendo grazie ad internet, e che coinvolge sempre più giovani, ma che costruisce un'identità scomoda e faticosa in cui è difficile identificarsi per loro?Ma soprattutto come vivono la loro omosessualità in questa fase della loro vita? MariaLaura Annibali, classe 1944 ci racconta la sua storia. nata in una famiglia medio borghese, romana da ben nove generazioni, è cresciuta in ambienti sia familiari che professionali che l'hanno sempre tenuta in una bolla di cristallo, mentre al di fuori vedeva un mondo in cambiamento, a cui avrebbe voluto far parte, ma a cui è sempre stato negato l'accesso. Un rapporto con una donna tenuto segretamente nascosto dal resto del mondo per ben 23 anni. Poi nel 2000 decide di andare in pensione, a tutte le catene che la tenevano in ostaggio si spezzano. La sua vita cambia, e decide piano piano, di intraprendere un percorso di coming out, che l'avrebbe portata ad un livello di visibilità e di confronto con la società a cui in tutta la sua vita avrebbe mai pensato di vivere. Maria Laura coltiva oggi tante passioni, tutte rigorosamente sotto forma di volontariato, dagli animali ai poveri, dall'archeologia alla militanza nel movimento femminista ed infine LGBT. In questi ultimi 10 anni ha fatto tutto quello di cui si è privata durante la vita, dimostrandoci che non è mai troppo tardi per essere se stessi.

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