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Tag: dico

Totale: 38

Intervista a Paolo Roversi- Leggere negli occhi

"Paolo Roversi è scrittore, giornalista, un sacco di altre cose, e soprattutto è un vulcano. Ha già pubblicato tre romanzi gialli, e con uno ha già vinto premi letterari. Ma assieme a Fernanda Pivano ha soprattutto scritto la prima biografia italiana su Charles Bukowski, Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere. E Bukowski è anche il grande nume tutelare dell'esilarante romanzo che guida questa intervista, Taccuino di una sbronza, in cui sperimenterete l'incredibile verve di questo giovane ma esperto scrittore, brillante, acuto e spiritoso quanto i suoi testi."Intervista a cura di Franco Foschi, pediatra e scrittore Bolognesewww.scrittoribologna.com www.mediconadir.it

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Una rivoluzione in medicina: la riforma sanitaria proposta dai medici ammalati

N.A.Di.R. informa: propone la registrazione dell'incontro del gruppo redazione che con tanta partecipazione ed entusiasmo ha incontrato Paolo Barnardsottoponendolo ad una innumerevole serie di interrogativi in riferimento alle auspicate corrette possibilità di modificare il rapporto tra la medicina e il malato.
Quale conseguenza naturale del lavoro curato da Barnard è nata una Consulta Nazionale di medici seriamente ammalati allo scopo di stilare una riformadella Sanità prendendo avvio dal decalogo che è riportato nel libro "Dall'altra parte".Il decalogo, scritto dai 3 autori del libro, luminari della medicinapassati dal ruolo di curanti a quello di curati (Sandro Bartoccioni, Gianni Bonadonna e Francesco Sartori), si pone l'obiettivo di conquistare una medicinache parta dalle sofferenze, dalle esigenze dei curati e non più dagli interessi partitici.I pionieri di questa rivoluzione sono i medici ammalati gravemente,gli unici a possedere la sintesi perfetta fra scienza e sofferenza, avendole vissute entrambe sulla propria pelle.Umanizzare la sanità significa umanizzarele persone che la fanno. Ciò comporta una rivoluzione, un drastico aggiustamento della scala dei valori propria della medicina moderna, con le capacitàumanitaristiche poste a pari livello rispetto al grado di specializzazione scientifica. Colui che non eccelle in entrambi gli ambiti, non potrà essere medico.
Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it

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Israele e Palestina: le verità taciute

Venerdì 11 Dicembre 2009, ore 21 presso Circoscrizione di Castiglione di Ravenna, Sala Riunioni "Tamerice" Via Vittorio Veneto, 21 Castiglione di Ravenna (RA).
Il giornalista Paolo Barnard interverrà sul tema del terrorismo internazionale occidentale, perpetrato da USA, Gran Bretagna ed Israele.
Dopo una breve introduzione del suo libro "Perché ci odiano", si soffermerà sui risvolti storico-politici che hanno portato allaguerra tra Palestina e Israele.
Quali sono le verità scomode chel'opinione pubblica non è tenuta a sapere?
Cosa è accaduto 60, 80 annifa?
Israele è davvero quello Stato democratico che tutto il mondosostiene che sia?
Una riflessione sull'attuale condizione sociale dell'umanità, in un mondo basato sull'egemonia dell'uomo sull'uomo, dei pochi sui molti.
Promosso da Arcoiris tv Bologna

Visita: castiglioneincontra.blogspot.com

Uno Bianca e Trame nere

N.A.Di.R. informa: La libreria Solea propone la presentazione del libro “Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore”di Antonella Beccaria (Stampa alternativa, 2007) presso Punto Spazio Espositivo (Casalecchio di Reno). "D’accordo con il mio editore,
è stato rilasciato con una licenza Creative Commons e dunque la sua versione elettronica è disponibile per il download sul blog www.antonella.beccaria.org ".“La vicenda della Uno bianca – 103 azioni criminali, 24 vittime, 102 feriti – comincia nel 1987 e si conclude nel 1994 conl’arresto dei sei componenti della banda, cinque dei quali sono poliziotti in servizio. Processualmente, viene definita e archiviata come
una storia di rapinatori assassini. Ma anche in questo caso la verità giudiziaria non è sufficiente a risolvere l’enigma di fondo che tuttora
avvolge l’esistenza e le feroci imprese compiute dai tre fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi e dai loro complici.
Fili doppi e tripli, riscontri e persino dati di fatto incontrovertibili legano la Uno bianca ad altre vicende che si sono consumate a cavallodi quegli otto anni. Dalla strage alla stazione di Bologna a quella di Peteano, dalla bufera politica provocata dall’inchiesta di Tangentopolial mistero della Falange Armata, passando attraverso la struttura di Gladio, le deviazioni dei servizi segreti e i collegamenti con diversi spezzonidella criminalità organizzata e persino con esponenti del terrorismo internazionale...” (dalla prefazione di Andrea Purgatori)
Relatori:
Fabio TEMPORINI – Libreria SOLEA
Antonella BECCARIA – scrittrice, giornalista
Simona MAMMANO – Polizia di Stato – Sindacato di Polizia SIULP
Alessandro GAMBERINI – avvocato parte civile delle famiglie delle vittime e del Comune di Bologna
Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it
informazioni: info@libreriasolea.it

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NADiRinforma incontra Lance Henson (1° parte)

Lance Henson, Tsististas (Cheyenne del Sud) cresciuto in Oklahoma con la sua tribù, portavoce delle culture native di tutto il mondo a Ginevra dal 1988. Poeta tra i più rappresentativi della letteratura americana contemporanea. Laureato in scrittura creativa presso l'Università di Tulsa, ha pubblicato 23 libri di poesie, già tradotti in 25 lingue. La sua opera compare nelle principali antologie scolastiche, quale rappresentante, insieme a Walt Whitman, della poesia nordamericana. Membro della Chiesa Nativa Americana e fa parte del Dog Soldier Clan (la più importante confraternita dei guerrieri cheyenne) dal 1978, da più di 30 anni è attivamente impegnato nella lotta per i diritti dei Cheyenne e delle popolazioni indigene del mondo. “Credo che il grande problema oggi, che esistono molti dogmi politici, religiosi, mediatici e nella cerchia politico-religiosa e proprio a queste due non dovrebbe essere mai permesso di essere al potere. Perché non possiamo rappresentare una società con forte coscienza politica, intellettuale e al tempo stesso avere una profonda consapevolezza spirituale ? Perché dobbiamo sostenere un approccio politico-religioso e dogmatico rispetto ai nostri punti di vista ? Il tutto è solamente per controllare ... e faccio riferimento al mio lavoro con i popoli nativi a Ginevra dal 1988 dove io li incontro e mi riunisco con loro, e così ho imparato cose molte importanti da loro: sono gli uomini che hanno fatto i confini, quei confini che sono chiamati nazioni, in realtà sono muri costruiti dall'uomo per mantenere gente dentro e fuori e conseguentemente per agire il controllo. La gente nel mondo pare sia smarrita, semplicemente smarrita; dove stanno i valori fondamentali ? Dove stanno le credenze ? Che possono fare sentire la gente forte ... Il maggior disturbo di cui soffrono i nativi è quello derivante dallo sradicamento forzato dalle loro terre, dalla loro cultura. La perdita di autostima e la sensazione di non servire più a nulla che ne sono seguita hanno indotto l'insorgere di diversi disordini mentali che trovano il loro minimo comune denominatore nella perdita dell'anima, nel vuoto vissuto e percepito.... Non possiamo permetterci di abbandonare le nostre culture, sarebbe come uccidere il nostro popolo ... e questo vale per tutte le culture native, in tutto il mondo”.Guarda la seconda parte

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Di questa cosa che chiami vita

N.A.Di.R. informa: propone la presentazione del libro di Brunetto Salvarani (teologo e giornalista -Diettore di "CEM Mondialità" e della collana della EMI "Parole delle fedi" - da anni impegnato nel dialogointerreligioso) e di Odoardo Semellini (operatore culturale c/o il Comune di Carpi, esperto di fumetti e cantautori)"Di questa cosa che chiami vita" - Il mondo di Francesco Guccini (Ed. Il Margine). Una sorta di piccola elussureggiante enciclopedia gucciniana, "la più fedele biografia che mi riguardi" sono le parole di FrancescoGuccini che ha accolto la presentazione presso il Mulino Guccini a Pàvana in u'atmosfera intima e carica della sua stessa essenza.Il mondo di Guccini, uno dei più imponenti cantautori del panorama musicale italiano, oltre che ottimo scrittore di noir,
è un mondo vasto, multiforme, sorprendente, un mondo che ha rappresentato una sorta di modello ideale di riferimentoper svariate generazioni. Il libro di Salvarani e Semellini intraprende un viaggio emozionante entrando nelle parolechiave della produzione musicale e letteraria dell'autore di "Dio è morto", "Auschwitz", "La locomotiva" ...da Anarchia a Dio, da Donne a Gatti, da Morte a Tempo, da Notte a Radici.
Produzione: Arcoiris Bologna
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informazioni: www.il-margine.it

Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato

NADiRinforma propone la registrazione dell'incontro avvenuto venerdì 29 gennaio '10 c/o la Libreria Irnerio (Bo) di Gioacchino Genchi e Valerio D'Alessio in occasione della presentazione del libro di Eduardo Montolli "IL CASO GENCHI. STORIA DI UN UOMO IN BALIA DELLO STATO" (Aliberti). Genchi, protagonista di una stagione burrascosa appena trascorsa sulle pagine dei quotidiani, e' ora totalmente oscurato dall'informazione. Le sue inchieste, Why Not e via D'amelio, tra le tante, hanno pestato piu' di un callo, e su di lui è ora calato il silenzio... prova del controllo cui e' sottoposta l'informazione nel nostro Paese. "In Why Not avevo trovato le stesse persone sulle quali indagavo per la strage di via D'Amelio. L'unica altra indagine della mia vita che non fu possibile finire". "La storia sconvolgente che spiega perché tanti potenti hanno paura del contenuto dell'archivio Genchi". Dalla prefazione di Marco Travaglio
Guarda l'intervista

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Parco proibito

mediconadir: intervista a Rodrigo Piccoli, multato dalla Municipale, mentre leggeva un libro sdraiato sul manto erboso di Campo Marzio a Vicenza.Intervista a cura di Davide Sannazzaro.

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La storia e la memoria

N.A.Di.R. informa: Stazione ferroviaria di Bologna: reading di Daniele Biacchessi accompagnato dal sassofono del jazzista Michele Fusiello
Attraverso la voce, la musica e la tecnica del monologo, Daniele Biacchessi riannoda il lungo filo nero che conduce dalle stragi nazifasciste avvenutein Italia nel 1944 e 1945, alla scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” con i suoi centinaia di fascicoli rimasti sepolti per anni sugli eccidia Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine. Il racconto attraversa poi gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta con le stragi di Piazza Fontana eQuestura di Milano, Piazza della Loggia di Brescia, Italicus, Stazione di Bologna, Rapido 904.
“Solo conservando la memoria nei tempi potremo sperare di costruire un futuro migliore”
Produzione: Arcoiris Bologna
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La lezione scomoda di Tullio Contiero

Il tempo in cui viviamo è caratterizzato da grandi potenzialità conoscitive e da grandi tentazioni. Nuovi strumenti di relazione tra gli individui e scambi di conoscenze convivono con suggestioni e modelli mediatici che inducono all'individualismo, all'autoreferenzialità nel valutare concetti come giustizia e verità. Eppure basta andare appena oltre la superficie delle parole per cogliere significati più profondi: la “verità” come “aletheia”, ciò che non si può dimenticare, convive con la “verità” come “apocalypsis”, ciò che si scopre, si disvela. Entrambe le accezioni presuppongono adeguatezza comunicativa e congrue competenze linguistiche per poter essere comprese e valorizzate nella storia della comunità. Anche la parola giustizia – e ancor più la giurisdizione che ne costituisce l’attuazione sociale – è legata all'espressione “ius dicere” che indica la lingua come strumento primario mediante il quale una comunità riflette sulle regole e sulla necessità del loro rispetto. La crisi di una società è riscontrabile anche nella crisi delle parole e dei linguaggi, nella perdita generalizzata di quell'insieme di significati e di esperienze senza cui non possono aversi nuovi strumenti cognitivi per affrontare realtà sempre più complesse. Competenze linguistiche alte e diffuse in una comunità sono quindi un prerequisito della democrazia. L'impegno delle Istituzioni e delle Associazioni alla diffusione di quelle competenze qualifica il loro interesse alla crescita delle comunità. Con questi incontri Magistratura Democratica intende offrire ai cittadini l'opportunità di interrogarsi su temi che riguardano la vita democratica e di acquisire una più precisa consapevolezza su un periodo oscuro e tragico della storia italiana sconosciuto a molti giovani. E’ forte la convinzione che educare alla umiltà conoscitiva e alla precisione nella comunicazione sia reale manifestazione di rispetto e onestà intellettuale verso i propri simili. E' questa anche la lezione attualissima che, a 50 anni dalla sua pubblicazione, proviene dall'opera "Esperienze Pastorali" di don Lorenzo Milani. Colui che dall'alto di una sperduta parrocchia di montagna seppe spalancare una finestra sul mondo, trasformando l'isolamento in cui era costretto in una esemplare testimonianza di elevazione civile, coerenza morale e spirito di servizio a favore dei più deboli. 23 ottobre 2008 Barletta, Sala Rossa del Castello Saluti: Ing. Nicola Maffei Sindaco di Barletta. prof. Tullio De Mauro (già Ordinario di Linguistica generale, Professore emerito dell'Università La Sapienza di Roma e già Ministro della Pubblica Istruzione) Sulle vie (interrotte) della democrazia della parola: ripensando all’Articolo 3 della Costituzione e a Esperienze pastorali di don Lorenzo Milani. Coordinatore degli incontri: Francesco Messina, Giudice presso il Tribunale di Trani. Guarda la prima parte

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