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6 Febbraio 2018 10:28

PAPA LETTERA

117 visualizzazioni - 0 commenti

di Fausto Marinetti

Caro Papa Francesco,
da quando hai preso quel nome/programma, ho tentato di farti avere un messaggio tramite il segretario della Cei, la segreteria di stato, p. Spadaro. Adesso ricorro ai due pastori che puzzano di pecore, che hai riabilitato, additandoli ai parroci come modelli in questo "ospedale da campo".
Sono loro che mi suggeriscono nell'anima di dirti: "Vedi, Francesco? C'è un nostro collega, che ha sofferto più di noi per causa di santa Madre Chiesa: don Zeno Saltini, fondatore di una comunità di famiglie, che dimostra come si possa assumere il vangelo come legge di vita. Hai ricevuto Nomadelfia nel giorno del tuo compleanno ed hai benedetto il loro impegno per i bambini e gli anziani. Invece si tratta di tutt'altro. Ti basti sapere che, senza di lui, noi ci sentiamo a disagio sulla via della Gloria del Bernini. Per non tradire i figli don Zeno ha rinunciato a quello che aveva di più caro al mondo: l'esercizio del sacerdozio. Disse: "Se non posso essere loro padre come prete, lasciatemelo essere come laico". E' passato, quindi, sul suo corpo e sulla sua anima. Ci può essere amore più grande? Non merita come noi, più di noi di essere riscattata la sua memoria, che è stata incompresa e oltraggiata perfino dal giornale ufficiale della Santa Sede?".
Chi ti scrive è stato per dieci anni suo aiutante e poi è andato missionario per vent'anni nel Nordest del Brasile. Prelati e teologi europei non possono capire certe tue sorprese; hanno paura di un figlio di emigranti, che viene dalla periferia del mondo. Non riescono a rendersi conto che chi attraversa il mediterraneo non fa altro che ricambiarci la visita; viene a reclamare la restituzione di quanto gli abbiamo rubato con la colonizzazione, l'invasione, il saccheggio delle loro risorse, culture, usi e costumi.
La testimonianza di don Zeno contiene nuovi annunci, perché fondata su principi universali; perché, accogliendo 4000 abbandonati, è passato attraverso il battesimo delle loro lacrime; perché ha scoperto che paternità e maternità umane non sono un fatto meramente biologico; quindi ha inventato la famiglia che rinasce dall'acqua e dallo spirito, perché "non dalla carne, non dal sangue, non da volontà di uomo, ma Dio siamo nati", sia come singoli, che come famiglie, che come popoli.
Ti invio, pertanto, a nome di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, la storia di don Zeno ed un commento introduttivo alle sue lettere inedite al Vaticano degli anni 1950-53 (che ti invierò in seguito). Tu, che cerchi la compagnia degli ultimi; tu, che accogli gli scarti della società; tu, che hai cuore per ascoltare chi non ha voce, chissà!, che non voglia fare due chiacchiere anche con l'ultimo dei tuoi figli, Fausto Marinetti, che ti saluta "com um abraço do tamanho do céu!".
Senigallia  27.6.2017

e-mail: fausto.marinetti@gmail.com

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