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Categoria: Malastrada.film

Totale: 18

La linea persa di Addis Abeba - impulso video 16

Il discorso di Thomas Sankara all'Oua (Organizzazione per l'Unità Africana) del luglio '87 sul debito accumulato e che l'Africa compatta non devepagare all'Occidente, diventa, nella rielaborazione elettronica, ora carezza virtuale, ora vibrazione emozionale raddoppiata, sua e del forum, orastraziante elogio funebre.Quel consesso, rapito dall'oratore più spiritoso, convincente e charmant dell'intera storia rivoluzionaria, sta infattidecidendo di far tacere l'africano più libero e degno di rispetto mai salito al potere. E lui lo sa. [tratto da un articolo diRoberto Silvestri su "il manifesto"]Attendendo.... Même Pére Même Mére
Invitato al Festival Internazionale del Cinema e delle Arti 1000 (o)cchi di Trieste ed al Sulmona Cinema Film Festival
Visita il sito: www.malastradafilm.com
Continua a produrre Même Pére Même Mére

Odile Sankara, petit soeur de Thomas

Quello che vedrete è una breve video sintesi di un incontro tenuto presso l'università di Catania da Odile Sankara, attrice e sorella del capitano Thomas.
Giovane rivoluzionario che dal 1983 al 1987 fece riemergere attraverso le leggi, i discorsi e le idee, l'identità del popolo burkinabé.Sankara diede al continente africano e al mondo intero una lezione precisa e reale della possibilità di amministrare e risollevare uno stato in piena crisi(il Burkina Faso).
Attendendo.... Même Pére Même Mére
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Lettera al Milano Film Festival. Verso la scatola Magica.

Impulso video 14
Coloro che da sempre parlano di crisi del cinema, come i cattolici parlano di crisi della morale, o i politici di crisi della politica, soffrono per questalenta agonia, formano movimenti, squadre di "centoautori", come mercenari ritrovati in un'identica guerra, senza accorgersi che al di là di quel sistema incui regna la corruzione esistono infinite strade. Ma per ogni strada da intraprendere non vi è libertà di scelta, vi è semmai una scelta fondamentale, l'unica.
Visita il sito: www.malastradafilm.com

13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto



Un film prodotto dal basso grazie al sostegno di 641 coproduttori che hanno finanziato il film con 10 Euro!!!
Noi produciamo dal basso! - Con la gente non con i capitali!

Nel marzo 2004 l'Assessore all'Industria della Regione Siciliana autorizza quattro giganti del petrolio ad effettuare ricerche di idrocarburi in quattro zone differenti della Sicilia. Una di queste è il Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale, talmente bello e culturalmente importante da essere inserito nella World Heritage List dell'UNESCO.
Questo film-inchiesta racconta la storia della gente del Val di Noto che da due anni si oppone con determinazione a questo progetto di devastazione.
Un film-inchiesta che agli strumenti giornalistici affianca quelli sensoriali: 13 variazioni di tema su un territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni.
Visita il sito:www.malastradafilm.com/
Sostieni il comitato: www.notriv.it
Firma la petizione contro le trivellazioni:www.petitiononline.com/sicily/
Compra il dvd:www.malastradafilm.com/variazioni
Una nuova produzione dal basso è in corso - DIVENTA COPRODUTTORE: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_202.html

13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto



Un film prodotto dal basso grazie al sostegno di 641 coproduttori che hanno finanziato il film con 10 Euro!!!
Noi produciamo dal basso! - Con la gente non con i capitali!

Nel marzo 2004 l'Assessore all'Industria della Regione Siciliana autorizza quattro giganti del petrolio ad effettuare ricerche di idrocarburi in quattro zone differenti della Sicilia. Una di queste è il Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale, talmente bello e culturalmente importante da essere inserito nella World Heritage List dell'UNESCO.
Questo film-inchiesta racconta la storia della gente del Val di Noto che da due anni si oppone con determinazione a questo progetto di devastazione.
Un film-inchiesta che agli strumenti giornalistici affianca quelli sensoriali: 13 variazioni di tema su un territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni.
Visita il sito:www.malastradafilm.com/
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Casablanca - nasce un nuovo giornale

Casablanca è un mensile d'informazione e di inchieste nato a Catania e già in edicola da un mese.
In questa intervista i fondatori Graziella Proto e Riccardo Orioles, ci raccontano come e con quali prospettive nasce il giornale.
Visita il sito: www.malastradafilm.com

Opinione al femminile - Rita Borsellino

Opinione al femminile è una trasmissione televisiva trasmessa da una piccola emittente in provincia di catania. In questa puntata l'ospite è la candidata alla presidenza della regione sicilia
Rita Borsellino che ci racconta il perchè della sua scelta lasciandoci intravedere quel futuro che soltanto attraverso lei, oggi, è possibile immaginare in Sicilia.

Visita il sito: www.malastradafilm.com

Marco Benanti, giornalista, parla del sistema di potere a Catania

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Intervista al senatore di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena, sul caso Telecolor e l'info

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Alfio Sciacca, caporedattore di Telecolor ci parla di Catania e dell?informazione

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.